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Umiltà

Se vogliamo evitare l’Inferno viviamo nell’umiltà. 

Accettiamo di non essere considerati, valutati e stimati da quelli che ci conoscono. 

Non lamentiamoci, quando veniamo trascurati o siamo posposti ad altri che pensiamo siano meno degni di noi.

 Non critichiamo mai, per nessun motivo, l’operato di coloro che ci circondano. 

Se giudicheremo gli altri, non siamo neppure cristiani.

Se giudichiamo gli altri, non siamo neppure noi stessi. 

Confidiamo sempre nella grazia di Dio e non in noi stessi. 

Non preoccupiamoci eccessivamente della nostra fragilità, ma del nostro orgoglio e presunzione.

 Diciamo spesso col salmista: 

“Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo;

 non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze” (Salm. 130).

Offriamo a Dio il nostro “nulla”

le incapacità, 

le difficoltà, 

gli scoraggiamenti,

 le delusioni,

 le incomprensioni,

le tentazioni, 

le cadute e

 le amarezze di ogni giorno. 

Riconosciamoci peccatori, bisognosi della sua misericordia. 

Gesù, proprio perché siamo peccatori ci chiede solo di aprire il nostro cuore e di lasciarsi amare da Lui.

 E’ questa l’esperienza di San paolo: “La mia potenza, infatti, si manifesta pienamente nella debolezza. Mi vanterò, quindi, ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo” (2 Cor. 12,9). 

Non ostacoliamo l’amore di Dio nei nostri riguardi col peccato o con l’indifferenza.

 Diamogli sempre più spazio nella nostra vita, a vivere in piena comunione con Lui nel tempo e nell’eternità.



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